Atripalda, l’appello di Enzo Angiuoni: “Fatemi restaurare lo Specus”

(Tv7 Avellino) – “Sto facendo solo il bene del mio amato paese riportando all’antico splendore quello che si può fare, portando a nuovo quello che era vecchio e ormai usurato dal tempo e mi auguro non mi vengano a dire che non posso farlo. Perciò rivolgo un appello alle Istituzioni affinché mi diano la possibilità di fare, finanziando il restauro delle opere”. A parlare è Enzo Angiuoni, l’imprenditore tessile atripaldese trapiantato dagli anni ’60 in Brianza, cittadino onorario di Atripalda che non ha mai dimenticato le proprie radici.
Rinnova l’impegno a voler contribuire alla sistemazione della chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire dove le bellezze storiche sono soggette all’usura del tempo. Un appello che lancia alla Soprintendenza.

Da mecenate cittadino, ha voluto riportare all’antico splendore otto statue di santi presenti all’interno dello Spacus Martyrum della chiesa madre, la culla della cristianità in Irpinia. La nuova vita affidata all’artista atripaldese Carmine Tranchese. Otto statue riconsegnate così alla città nella propria bellezza.

“Ho affidato alla bravura di questo artista di riportare a nuovo queste otto statue, che rappresentano una montagna di storia e che erano distrutte. Lui gli ha dato un’anima ancora. Vorrei finanziare la sistemazione di tutto lo Specys ma chiedo che la Soprintendenza ai beni archeologici mi dia la possibilità di fare. Anche la tomba di San Sabino è stata ripulita in parte. Poi ci siamo bloccati, l’avevamo quasi finita. Tranchese è un artista incredibile. Abbiamo nella chiesa madre un patrimonio unico che vorrei riportare a nuovo. Ho tanti progetti per questa chiesa, se mi fanno andare avanti. Vorrei ridare muova luce allo Specus.  Non voglio un grazie dalla Soprintendenza, ma che ci autorizzi ad andare avanti”.

Le statue sono tornate nelle proprie nicchie per essere ammirate dai fedeli in occasione dei festeggiamenti per il Santo Patrono Sabino Vescovo.
Angiuoni fa parte anche del Consiglio di Amministrazione della “Fondazione Volto Santo” che gestisce in città l’ex Convento di Santa Maria della Purità, uno dei palazzi più antichi e storici di Atripalda, vincolato dalla Soprintendenza, custode al suo interno di opere di immenso valore.

Enzo Angiuoni è sempre rimasto legato alla cittadina del Sabato, finanziando diversi interventi. L’ultimo in ordine di tempo è stato il restaurato del gonfalone della città: “A diciassette anni sono andato via però Atripalda non l’ho mai dimenticata. Ad ogni appello io rispondo con cose serie. Mi sono sempre reso utile per il mio paese. Quando posso fare qualcosa lo faccio volentieri, ce l’ho nel cuore Atripalda”.