Amici di tutto il meridione, unitevi!

 di Eugenio Musto

La storia è una cronologia di eventi che va a formare quella che noi chiamiamo quotidianità. Ciò che per noi è passato, per miliardi di persone è stato il presente, quel testamento di esperienze che abbiamo ereditato, mediante testimonianze scritte ed orali, e che ha permesso alle generazioni moderne di raggiungere traguardi di civiltà insperati nei secoli scorsi.

Questo infinito susseguirsi di giorni, che diventano anni, secoli e, persino, millenni, conserva, intrinseca, una caratteristica ricorrente: il conflitto. Quest’ultimo rappresenta la reale costante, capace di innescare gli accadimenti, inaugurandoli ma soprattutto risolvendoli. E’ insito nella natura umana, se esistono degli oppressi è perché vi sono degli oppressori.

Capita, però, che, con la medesima frequenza con cui tale ciclicità si concretizza, vi sia una piccola spaccatura in questa eterna, apparentemente inscalfibile, progressione, dalla quale emergono forze illuminate che intendono, ad ogni costo, contrastare tale egemonico, illusorio, monopolio.

Quando i partiti, per volontà di una classe dirigente inadeguata ed inetta, sono ridotti a meri cartelli elettorali; quando la discussione politica risulta totalmente assente, in una realtà quasi caricaturale, in cui il like acquisisce un’importanza finanche maggiore del lapalissiano rapporto umano; è necessario porre un’asticella, su ipotetici ma pragmatici ritti, che elevi la serietà di un discorso tralasciato da troppo tempo. E’ in questo contesto e con tali prerogative che si pone “PRIMAVERA MERIDIONALE”, il nuovo soggetto politico-culturale proposto da Sabino Morano e promosso da migliaia di sostenitori, convinti che la politica debba riappropriarsi di quel primato impropriamente consegnato nelle mani di altri (non)poteri, con l’evidente, infausto esito di aver violentato la prima e corrotto i secondi.

Una candida rondine, emblema di speranza e di conoscenza, che sovrasta un azzurro cielo, con la tenacia ed il coraggio di chi non può possedere un’indole arrendevole, costituisce il simbolo di un’avventura ambiziosa ma per nulla impossibile.

“PRIMAVERA MERIDIONALE” si posiziona in netto contrasto con quel sistema dirigenziale ridotto a mero comitato di amministrazione volto a tutelare esclusivamente gli interessi della classe opprimente. L’obiettivo, tutt’altro che utopistico, è di ristabilire quell’equità a cui il popolo italiano si è, purtroppo, abituato a non pretendere, assuefatto da quel “bipensiero orwelliano”, inculcato dalla non-politica, per mezzo del quale si attribuisce una veridicità preconcetta ad ogni menzogna espressa, persino dinanzi alla palese e vicendevole confutazione. Ormai si rinnega la propria dignità proprio nell’atto di rivendicarla, convinti che la democrazia fosse una nozione disgraziatamente superata, pur ritenendo che sottostare a delle regole illogiche e autolesioniste, imposte da una malcelata oligarchia, costituisca l’unico mezzo per tutelarla.

Tale associazione si pone in determinata opposizione verso chi punti a lacerare i valori secolari che reggono i rapporti familiari, in nome di quel nudo interesse che fa della dignità personale un valore di scambio. Un’intolleranza insopportabile intesa a creare un mondo a propria immagine e somiglianza, figlia di quell’ipocrita pluralismo che conserva l’obiettivo di preservare la vera prosperità nelle mani dei soliti pochi.

Si avverte la necessità di riaffermare quelle priorità accantonate e rimpiazzate da esecrabili slogan vuoti e fuorvianti, perché rinnegare il crocifisso, simbolo di pace e fratellanza, significa abiurare le nostre radici, non solo e non propriamente religiose; perché non è più accettabile che un padre che lavora cinquanta ore alla settimana continui a non avere la possibilità economica di offrire una semplice pizza, il sabato sera, alla propria famiglia; perché le madri casalinghe non devono continuare essere considerate un peso per il PIL nazionale, bensì una risorsa necessaria e fondamentale per garantire un futuro alla patria.

“PRIMAVERA MERIDIONALE”, quindi, non è un partito e non si candida ad esserlo, piuttosto intende superare tale schematismo evidentemente anacronistico, in quanto strumento ormai palesemente inadeguato.

Questo nuovo progetto, perfezionato da Morano in questi ultimi due anni di ingiusta ed immeritata pausa dal mondo politico, partirà ufficialmente dopo le elezioni amministrative del 3-4 ottobre. STAY TUNED!