Serino, Rocco replica al sindaco Pelosi

La nota  del consigliere comunale di Serino, Marcello Rocco.

(Tv7 Avellino) – Con la mia presenza a questo ultimo Consiglio comunale mantengo fede all’impegno preso con gli elettori e la cittadinanza tutta, al momento del voto, di dedicare tutto me stesso, con dignità e onore, fino all’ultimo giorno del mio mandato elettorale.

Sinceramente avrei potuto fare a meno di intervenire sull’argomento che stiamo trattando perché questa cosiddetta relazione di fine mandato altro non è che una mera elencazione di numeri, opere pubbliche realizzate, poche per la verità, altre che dovranno essere fatte e, pertanto, non si capisce cosa centrino con un bilancio.

Un fallimento, a 360°, dal punto di vista etico, sociale e culturale prima ancora che economico; basti pensare, per fare due dei mille esempi possibili, all’emergenza idrica che ormai su 118 Comuni irpini coinvolge, in maniera continuativa, solo quello di Serino e lo stato di abbandono in cui versa la “Panchina Rossa contro la violenza sulle donne” intitolata a Nilde Iotti, vandalizzata per la seconda volta nel giugno del 2019 da allora lasciata all’abbandono così come tutto il resto nel nostro paese.

Per quanto concerne il primo punto sono stati vani i miei sforzi, già da Assessore, quando il 2 ottobre 2017, producevo un atto amministrativo rivolto direttamente al sindaco Vito Pelosi, anch’esso completamente ignorato, dal titolo: “Proposte e azioni concrete per superare l’emergenza idrica”. Indicazioni che se fossero state seguite oggi ci avrebbero portato fuori da una vergognosa emergenza che se all’inizio era imputabile alle condizioni climatiche avverse oggi è riconducibile direttamente all’incapacità e alla cattiva gestione di questa amministrazione comunale ed in special modo del sindaco e dell’assessore delegato al ramo. Per non parlare delle interrogazioni presentate, a più riprese, da Consigliere comunale  alle quali, in spregio a qualsiasi confronto democratico e allo Statuto comunale, non ho mai ricevuto risposta. Basti pensare all’interrogazione del 23 Dicembre 2020 che simbolicamente oggi ho ripresentato ad inizio Consiglio comunale.

Invece per quanto riguarda la Panchina Rossa, nel rispetto delle vittime di femminicidio, della nostra comunità tutta e delle tante associazioni locali, provinciali, regionali e nazionali che, a seguito di un lungo e articolato percorso, hanno portato all’istallazione della stessa faccio presente che ho già provveduto ad ordinare una nuova targa commemorativa, a mie spese, che sostituirà la vecchia danneggiata e che, tra le altre cose, costituisce anche un pericolo per le persone che si vanno a sedere su quest’ultima, a partire dai più piccoli e gli anziani, visto il metallo appuntito che fuoriesce dalla targa violata. Questo gesto simbolico, sostanziale oltre che formale, vuole essere l’ultimo gesto d’amore incondizionato che compio, nei panni di Amministratore, nei confronti della nostra Serino e di chi nel mondo la ama.

Oltre quanto accennato poc’anzi la cosa che mi ha lasciato basito, meno male che, molto probabilmente, credo di essere l’unico o tra i pochissimi che si è preso la briga di leggerselo, che intere parti della “relazione di fine mandato 2016/2021” presentata quest’oggi dal sindaco, sono state interamente copiate, addirittura dal bilancio di metà mandato dell’anno 2013, redatto dall’avv. Nicola Gala e pubblicato dall’amministrazione dell’epoca.

Incredibile, chi ha operato il copia e incolla con il vecchio testo ha riportato pedissequamente interi capoversi del bilancio del 2013 e, addirittura, frasi e date che nulla hanno a che fare con la relazione di fine mandato che stamattina viene presentata e interessano gli ultimi cinque anni e mezzo di amministrazione.

Per esempio: a pagina 4, il secondo capoverso recita: “L’amministrazione comunale di Serino nel condividere la finalità di tale direttive ha avvertito la necessità di redigere un resoconto delle realizzazioni compiute in questi due anni e mezzo…”, avete capito bene, due anni e mezzo, non cinque (ndr), “…così da dare concreta applicazione al principio di trasparenza di cui all’art. 11del dlgs. 150/2009.”

Confrontando la suddetta pagina 4 con la pagina 5 del Bilancio sociale di metà mandato 2011/2013, trovate la quasi totalità dello scritto praticamente uguale.

E a dimostrazione che non si tratta di un semplice refuso, a metà pagina si insiste: “L’elaborazione di questo documento diventa per il Comune stesso un’occasione per procedere ad una verifica intermedia…”. Vi rendete conto?!? Intermedia, cioè di metà mandato (ndr) e continua: “…del funzionamento della propria organizzazione e dei risultati che essa è in grado di garantire e quindi degli eventuali aggiustamenti necessari per una ottimale conclusione dell’intero programma amministrativo di mandato.”

Come si vede si insiste sul “metà mandato”, ovviamente il testo originale, identico, è quello del bilancio sociale che l’amministrazione in carica nel 2013 fece stampare in centinaia di copie e distribuito ai cittadini, a cominciare dagli alunni delle scuole medie.

E per concludere con una battuta scherzosa anche un errore contenuto nella quart’ultima riga, dove una a, preposizione, viene scritta con la h davanti, “ha tenere conto”, per dire con quanta attenzione è stato fatto il copia e incolla.

Poi a pag. 19 della relazione si fa riferimento agli: “Obiettivi prioritari di trasparenza e partecipazione preannunciati nelle linee programmatiche di governo approvate…”. Udite, udite: “…nella seduta del Consiglio comunale del 18/04/2012, delibera n. 20”. 

Potrei continuare per molto tempo ma credo che quanto ho evidenziato può bastare, per dimostrare il vostro pressappochismo, la superficialità vostra e di chi vi assiste. Cose del genere non si erano mai viste al Comune di Serino!

Vedete, dico queste cose non per amore di polemica o pregiudizio politico, tra l’altro, non sono candidato alle imminenti elezioni comunali, come avevo preannunciato pubblicamente già dallo scorso dicembre, bensì per lasciare una testimonianza e lanciare un segnale anche alle forze fresche che entreranno in questo Consesso, indipendentemente dalla loro collocazione: “la trasparenza, la legalità non si predicano, si praticano!”

Altrimenti trattasi di parole vuote, prive di significato reale. Per dirla con le parole di un grande Magistrato, scomparso da qualche anno, Francesco Saverio Borrelli: “Bisogna imparare il gusto della legalità e il rispetto della legge”.

Avevate un’occasione per dare concretamente ai cittadini di Serino un segnale forte in quella direzione, mi riferisco alla costituzione di parte civile nel processo al clan partenio 2.0, filone “Aste ok” dove in 21 sono stati rinviati a giudizio, la prima udienza si terrà il prossimo 15 novembre e vi siete girati sempre dall’altra parte ogni qualvolta vi ho sollecitati ad avere coraggio e fare la cosa giusta.

Ieri mattina sono stato negli uffici del Comune per prendere visione degli atti oggi in discussione, ho fatto richiesta di avere una copia del bilancio sociale di metà mandato, commissionato dall’amministrazione della quale facevo parte anche io nel 2018, consegnato al comune nel 2019, costato 4.000 euro e mai distribuito ai cittadini né tantomeno portato all’attenzione del Consiglio comunale. Di una copia del bilancio di metà mandato di questa consiliatura ne avevo fatto richiesta, per iscritto, il 31 agosto scorso, ebbene la copia in questione non mi è stata data e il segretario mi faceva notare che non erano ancora trascorsi i 30 gg. di cui parla la legge in materia di rilascio di copie di atti.

Essendo chi vi parla un Consigliere comunale e stabilendo la legge che abbiamo il diritto di accedere a tutti gli atti: “Cosa costava evadere la mia richiesta senza aspettare il limite temporale massimo? Un atto che, tra l’altro ho contribuito anch’io a realizzare essendo all’epoca Assessore!”

E poi parlate di trasparenza! Questi comportamenti sono esattamente il contrario della trasparenza e della legalità. 

A tal proposito visto i reiterati “vuoti di memoria” del sindaco, per quanto concerne il lavoro svolto dal sottoscritto in qualità di Assessore del Comune di Serino, li trovate tante delle cose fatte e realizzate nonostante, a differenza di tanti miei colleghi, abbia avuto a disposizione poche risorse e abbia portato avanti, sempre, una gestione francescana dei pubblici denari come dimostrano tutti gli atti amministrativi a sostegno di quanto realizzato nel periodo in cui sono stato in Giunta. Basti pensare, a titolo di esempio, alla prima e alla seconda edizione della manifestazione “La danza è vita”, realizzata in collaborazione con il Maestro di Danze Caraibiche Nicola Sabatino, costata rispettivamente 150 euro nel 2018 e 200 euro nel 2019, fondi utilizzati per la stampa del materiale pubblicitario, mentre le diverse migliaia di euro necessari per i piani di sicurezza, palco, allestimento, service, SIAE ecc furono sostenute privatamente, per volontà del sottoscritto, per non gravare sulle tasche dei cittadini!

Stesso ragionamento per il turismo: “Come pensavate che si potesse sviluppare un turismo di qualità senza che venissero stanziate le dovute risorse?!?” Nei tre anni che sono stato Assessore al Turismo sono stanziati in tutto circa 1.400 euro per il “Progetto di Sviluppo Turistico Ecosostenible del Comune di Serino”, la creazione di percorsi di trekking, mountain bike, nordic walking e arrampicata oltre alle altre discipline di montagna che successivamente si sarebbero potute aggiungere. E’ stato già un miracolo riuscire a creare tanti eventi e manifestazioni a sfondo turistico praticamente senza risorse e grazie al volontariato delle professionalità dell’associazione convenzionata gratuitamente con il Comune “Nova Hirpo” (Hirpo Escursioni). Che ancora una volta ci tengo a ringraziare pubblicamente per quanto fatto e per aver pulito, più volte, interi scorci dei nostri boschi deturpati da incivili e delinquenti. Del resto basti pensare che solo per la realizzazione di singole manifestazioni come “Pasqua in Arte” o “School Movie” il comune ha impiegato solo per un anno oltre 3.000 euro per la prima e circa 6.000 euro per la seconda (5.000 euro per il progetto + 1.000 euro per il palco). Parliamo quindi di oltre il doppio per la prima e 4 volte per la seconda rispetto a quanto stanziato per lo sviluppo turistico del nostro territorio, con la differenza che per queste singole manifestazioni tali fondi sono stati stanziati annualmente mentre per il progetto di cui mi ero fatto promotore nel corso di 3 anni. In pratica circa 500 euro all’anno. Inutile farvi notare, ancora una volta, che il sottoscritto ha speso più di tasca propria per fare le divise ai volontari e attrezzare per due volte di seguito una parete di arrampicata a scopo didattico, puntualmente depredata e vandalizzata nell’indifferenza dei più, rispetto ai fondi avuti a disposizione per lo sviluppo turistico di Serino.

Avete aspettato l’ultimo scorcio della consiliatura per avviare a conclusione l’iter di approvazione del piano urbanistico comunale, senza uno straccio di confronto nella sede naturale che la legge ancora riconosce al Consiglio comunale, svolgendo due incontri, ad agosto, con associazioni e cittadini, che la legge prevede, incontri ai quali non ha partecipato nessuno.

Ma state sereni perché andremo a vedere la zonizzazione del piano, le previsioni di sviluppo edilizio, quali proprietà cambieranno destinazione edilizia con conseguente aumento di valore, verificheremo il rispetto dell’art. 78, comma 2, del Decreto legislativo n° 267 del 2000 e cioè l’obbligo di astensione dalla discussione e approvazione di provvedimenti che possono produrre effetti a soggetti interessati, compresi parenti e affini entro il quarto grado. Principio che trova fondamento nell’articolo 97 della Costituzione che fissa i principi di legalità, imparzialità e trasparenza che debbono guidare l’azione amministrativa, assicurando a tutti i cittadini amministrati la serenità che la scelta amministrativa discrezionale costituisce regola di carattere generale che non ammette deroghe.

Non è necessario sedere in questi banchi per esercitare il diritto-dovere di partecipazione alla vita democratica della Comunità. Fortunatamente le norme e le leggi prodotte dal Parlamento Italiano negli ultimi 20-25 anni in materia di partecipazione al procedimento amministrativo e accesso agli atti, consentono a cittadini e associazioni di praticare il necessario controllo dell’attività amministrativa, perché la cosa pubblica è dei cittadini e non dei singoli o, peggio ancora, di gruppi familistici che pensano che la cosa pubblica sia “cosa loro”.