Serino, omicidio Pelosi, verso il volto dell’assassino

(Tv7 Avellino) – Sono stati  eseguiti dai Ris di Roma gli esami irripetibili sui 13 reperti messi assieme nel corso delle indagini, volte a dare un volto all’assassino di Pelosi.

Il reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri ha analizzato gli indumenti, gli scarponi sequestrati nella casa dell’unico indagato, Ottavio Pelosi, parente della vittima, e le tracce di sangue rinvenute in vicolo Ferrari, dove Giovanni Pelosi venne ritrovato privo di conoscenza il tre maggio scorso, per morire poco dopo al Moscati dove fu trasferito di corsa per provare a salvargli la vita. Da quel momento calò un profondo mistero sulle cause della morte; all’ inizio si pensava a una fatalità, poi l’autopsia svelò le percosse subite dall’uomo quella notte. Ma nella piccola frazione Ferrari di Serino nessuno vide e sentì niente.

Complesse le indagini per i carabinieri, arrivate a una prima svolta con l’iscrizione nel registro degli indagati di Ottavio Pelosi. La sua abitazione fu messa sotto sequestro, così come gli indumenti e gli scarponi dell’uomo, contro cui non si sono trovate però prove schiaccianti; anzi, difeso dagli avvocati Raffaele Tecce e Michela Pelosi, l’uomo scelse di sottoporsi alla macchina della verità per dimostrare la sua assoluta innocenza. E ora i legali puntano al dissequestro della casa. Intanto gli inquirenti sperano in una svolta attraverso gli esami dei Ris: gli esiti dovrebbero arrivare fra i 30 e 60 giorni.