“La Monaca dei Camaldoli diceva che muscio non le piaceva e tuosto le faceva male” di Nino Musto.

“La Monaca dei Camaldoli diceva che muscio non le piaceva e tuosto le faceva male”

Partendo da questo antico detto napoletano, ho notato che la politica irpina è piena di monache dei Camaldoli, con o senza baffi.

È il caso dell’amico Gianlucone e di Livione Petitto. Il partito democratico a loro non piace “muscio”, ma al contempo come diventa “tuosto”, immediatamente gli fa male.

Delle due l’una, e quindi chiedo innanzitutto lumi sul fatto che chi si sia candidato contro il proprio partito,  possa poi considerarsi dentro quel partito, pienamente, a latere, de facto, o ad capocchiam?

Non che io sia un purista del PD (Il più grande aborto politico della storia), ma sono un purista della politica, quella buona, e secondo me, chi è fuori è fuori e chi è dentro resta dentro. Comunque per Guanlucone e Livione servirebbe un PD a misura, né  “tuosto”, né “muscio”, così a mezzo servizio, solo un poco gonfio.

Ma questa “gonfiatura” chi la potrà mai garantire? Il neo sindaco di Montefalcione, le truppe vestite a Festa, la smart city, enjoy? Mah!

Il problema sarebbe, ripeto che nel tentativo di gonfiarlo un poco, si rischierebbe di trovarlo di nuovo troppo “tuosto” questo PD a “Brodo”. Quindi attenti, cari miei, all’ AD del PD Pfizer, il Maurizione di parco Abate, lui potrebbe gonfiarlo troppo.

Ne vedremo delle belle, più belle della Monaca dei Camaldoli, nella speranza che a queste monache piaccia qualcosa di accettabile.