Omicron: come non rassegnarsi al tanto lo prenderemo tutti

di  Fabio Luppino   – (HuffPost) –

Roma, 12 gen. ’22 – L’altro giorno, durante la conferenza stampa di riparazione, il ministro Speranza ha fatto vedere il grafico che ripubblichiamo qui. L’omino più grande rappresenta i non vaccinati e l’alta percentuale accertata in un mese (novembre-dicembre 2021) di finire in terapia intensiva. Gli omini diventano via via più piccoli fino a quello che rappresenta i vaccinati con dose booster (la terza dose). In pochi giorni però, anche da vaccinati terza dose e da poco, cominciamo a sentire un leggero malessere mentale e pian piano pure fisico. Ieri l’Oms ha sentenziato: in due mesi oltre il 50% degli europei sarà infettato dalla variante Omicron. Da poche ore l’oracolo Fauci ha detto: Omicron prenderà tutti. In verità, in questo 2022, prima di Fauci anche molti nostri conoscenti da un po’ di tempo ci guardano e ci dicono, sì stai bene, ma vedrai, tanto prima o poi lo prenderemo tutti.

La cosa, in parte, si sposa con il dibattito appena iniziato sull’abolizione del bollettino giornaliero su contagi e morti per covid. Tanto ce lo prenderemo tutti e allora smettiamola con questo calvario quotidiano. E allora, le raccomandazioni di Burioni, Locatelli della professoressa Viola? Distanza, mascherina, igienizzazione delle mani, evitare assembramenti in piazza, al ristorante, in ufficio, tra parenti? Che facciamo, alziamo le braccia o a seconda le abbassiamo? Perché al di là dell’apocalittico Fauci l’Oms parla di un 50% di europei prossimi al contagio. Ma resta l’altro 50%, diverse decine di milioni. Che facciamo, lasciamo che si offrano al patibolo? Al di là del cazzeggio quotidiano la questione è seria, per resistere noi e per continuare a inviare segnali di fermezza a tutti, soprattutto a chi continua ad ammalarsi, spesso non vaccinato o anche vaccinato, da alcune settimane molti bambini piccoli in Italia.

Il sì, vabbe’, fai, ma tanto sta prendendo piede. Fai o non fai, ma allora non è meglio che vivi. Sì, ma se poi sto peggio? O anche, te lo prendi e passa la paura, se sei vaccinato non te ne accorgi, e allora… Insomma, argini morali ed esistenziali rischiano di cadere affogati dal fatalismo dall’alto e dal basso. Lo vedi, hai il raffreddore, tossisci, quindi, sì, fatti il tampone, ma quello rapido nel 40% dei casi non è attendibile. Quindi, lo hai preso e non lo hai saputo perché, arrenditi, ce lo prenderemo tutti, se non lo hai già preso… Ecco che succede con l’affastellarsi di notizie contraddittorie perché a un certo punto parlano tutti o perché molti decidono di fare a modo loro anche se c’è un protocollo. Succede negli uffici, succede a scuola dove certo l’intrecciarsi di provvedimenti manda al manicomio anche i più zelanti con le norme di comportamento.

Ma, invece, no. Dobbiamo sapere ogni giorno quel che succede, chi si contagia, chi muore, cosa sta cambiando e cosa cambierà. Il covid ci ha resi comunità, malgrado noi, le bare di Bergamo sono il colpo al cuore che ci riguarda e che non dobbiamo rimuovere. Il tanto peggio tanto meglio lasciamolo  all’opportunismo di certa politica. Noi, no, non arrendiamoci.