Roma, Pnrr: dal Consiglio dei Ministri ok a decreto per semplificare obiettivi.

Roma, 14 apr. 22 – Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto sul Pnrr con una serie di norme per facilitare il raggiungimento dei 45 target del Recovery previsti entro giugno. Dalle misure contro l’evasione ai fondi europei per l’elettrificazione dei porti fino al codice di condotta social per la Pubblica amministrazione. Niente obbligo di fattura elettronica per le partite Iva in regime forfettario entro i 25mila euro di reddito fino al 2024: è, secondo quanto si apprende da fonti di governo, una delle modifiche introdotta in Consiglio dei ministri al pacchetto di norme-antievasione contenuto nel decreto sul Pnrr. La richiesta di esonerare i piccoli è stata avanzata, viene riferito, dal capodelegazione della Lega Giancarlo Giorgetti.

Dalle misure contro l’evasione ai fondi europei per l’elettrificazione dei porti fino al codice di condotta social per la Pubblica amministrazione. Ecco le misure previste nella bozza che è stata esaminata dal Consiglio dei ministri: 

ANTI-EVASIONE – Si potenzia il sistema di monitoraggio dell’efficientamento energetico attraverso le misure di Ecobonus e Sismabonus fino al 110%. Per contrastare il lavoro in nero, inoltre, viene istituito un portale unico nazionale del lavoro sommerso: “le risultanze dell’attività di vigilanza” sul lavoro sommerso “confluiscono in un portale unico nazionale gestito dall’Ispettorato nazionale del lavoro denominato Portale Nazionale del Sommerso (PNS)“, che sostituisce ed integra le banche dati esistenti.

GIUSTIZIA – Presso il Ministero della Giustizia viene istituito il Comitato tecnico-scientifico per il monitoraggio sull’efficienza della giustizia civile, sulla ragionevole durata del processo e sulla statistica giudiziaria. Si tratta di un organismo di consulenza e di supporto nella valutazione periodica del raggiungimento degli obiettivi di “accelerazione e semplificazione” dei procedimenti civili. Il comitato è presieduto dal ministro della giustizia o da un suo delegato ed è formato da massimo 15 componenti, per cui non sono previsti compensi.

STATALI SOCIAL –  Novità in arrivo anche per la pubblica amministrazione: la bozza del dl prevede un codice per il “corretto utilizzo delle tecnologie informatiche e dei mezzi di informazione e social media”, anche per “tutelare l’immagine” della Pubblica amministrazione. E per accedere a un posto di lavoro pubblico sarà necessaria la conoscenza di “almeno una lingua straniera” da verificare nei concorsi. 

I FONDI E LE REGIONI – I fondi del Pnrr possono cambiare destinazione, all’interno della stessa missione, e andare a rafforzare la dote dei “Progetti bandiera” delle Regioni. Nella bozza in esame al Cdm si prevede infatti che “eventuali economie realizzate a seguito di procedure di selezione dei progetti da parte delle amministrazioni titolari degli investimenti” possano andare ai Progetti bandiera “all’interno delle stesse missioni e componenti del Pnrr”.

INFRASTRUTTURE – Nella bozza del decreto si prevede inoltre che i progetti destinati alla realizzazione di opere e impianti di elettrificazione dei porti nonché le opere e le infrastrutture connesse “finanziati, in tutto o in parte, con le risorse previste dal Pnrr” o “cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea” siano” da considerarsi di pubblica utilità” e “caratterizzati da indifferibilità ed urgenza”. Sono “soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla Regione competente nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico”, si legge nella bozza. 

RISARCIMENTI ALLE VITTIME DEL TERZO REICH – E’ istituito, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, un “fondo per il ristoro dei danni subìti dalle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l’8 maggio 1945“. Si vuole in tal modo assicurare “continuità all’accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica Federale di Germania già posto in esecuzione con decreto del Presidente della Repubblica” del “14 aprile 1962”. Nel documento si spiega che “hanno diritto all’accesso al fondo” coloro “che hanno ottenuto un titolo costituito da sentenza passata in giudicato avente ad oggetto l’accertamento e la liquidazione dei danni”.

Nella mattinata di ieri, la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha annunciato il primo pagamento del Next Generetion Eu all’Italia per 21 miliardi di euro.