Avellino, Professioni e Superbonus, se ne discute con i candidati alle prossime Politiche

La nota dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Avellino –

(Tv7 Avellino) – La rete delle professioni tecniche (RTP) con la condivisione di ANCE Avellino organizza mercoledì 31 agosto, alle ore 11,00, presso l’Auditorium della scuola enologica De Sanctis (gentilmente concesso dal preside ing. Pietro Caterini) o registrato in diretta sulla pagina Facebook di IrpiniaTV, un incontro con i candidati all’uninominale di Camera e Senato del collegio di Avellino per discutere di “Professioni e Superbonus, aspettative e criticità”.

Modererà l’incontro il giornalista Franco Genzale. Tra gli argomenti della campagna elettorale in corso c’è anche il Superbonus e la cessione dei crediti. Si tratta di un nodo spinoso per professionisti, imprese edili e investitori privati, da mesi impantanati nelle limitazioni burocratiche volte a contenere gli abusi di un importante strumento per l’economia del Paese, allo stato destinato a concludersi entro la fine del 2024 senza essere mai decollato completamente. In vista del voto per le Politiche 2022 l’incontro vuole approfondire cosa ne pensano i partiti ed in particolare i rappresentanti locali che sono candidati per rappresentare il nostro territorio in Parlamento. Spiega il presidente degli Architetti Erminio Petecca:La tutela e la promozione dell’attività di architetto è sempre più strettamente correlata al potenziamento del network dell’intero sistema professionale. Non sono molto lontani i tempi in cui autorevoli esponenti del Governo del nostro Paese, supportati dall’Antitrust e dai poteri forti dell’economia, andavano preconizzando la liberalizzazione del mercato dei servizi professionali, all’evidente scopo di privilegiare le grandi società di capitale. Obiettivo della riforma delle professioni, in quel momento storico, era la cancellazione degli Ordini, tranne  quelli dei medici e degli avvocati, in quanto riferimento ai soli due diritti costituzionali espliciti presenti nella Costituzione. Questo era lo scenario di partenza della riforma, scenario sostanzialmente modificatosi nel tempo a favore delle professioni intellettuali, riconoscendone esplicitamente l’interesse pubblico legato al loro esercizio. Oggi il concetto di tutela della professione presuppone la coscienza di volere e dovere superare un’operatività di natura meramente assicurativa e difensiva e integrarla con altre dimensioni atte a creare un sistema vitale e competitivo nel tempo”.