In ricordo di Gianluca Vialli: ‘Riccioli scomposti’, un componimento di G. De Masi.

di Gabriele De Masi

(Tv7 Avellino) – Ieri, 6 gennaio, è venuto a mancare Gianluca Vialli. Una notizia attesa per gli appassionati di calcio. Soffriva da cinque anni di un male difficile da sconfiggere. L’atleta non ha bisogno di presentazioni, lo conoscono tutti. Non dimenticheremo i suoi gol ne le emozioni e le gioie che ci ha regalato. Non segnava più da vent’anni, aveva rimesso piede sui campi di calcio come dirigente sportivo per aiutare gli italiani a vincere l’Europeo, e ci era riuscito. Così, come noi, siamo riusciti ad abbracciarlo, in quell’abbraccio con il mister Mancini dopo quella vittoria.

Una notizia che avvilisce come la dipartita di un amico, di un parente. L’anno nuovo inizia come quello precedente. È un tempo di perdite infinito.

Vialli è stato prima di tutto un uomo d’amore, sempre a giocare, fuori e dentro al campo, sorrideva con gli occhi. Un campione non solo di sport: ci ha insegnato che la malattia non è una battaglia da vincere a tutti i costi. Era il giocatore che tutti avremmo voluto avere come compagno di squadra. L’amico fraterno, l’eterna spalla, non solo di Mancini, ma di tutti gli italiani.

Riccioli scomposti

Riccioli scomposti, ghirigori di tocchi,

la fronte ad inseguire il guizzo di palla

a spingerla oltre l’avversario, al traguardo,

esuberanza e fiato se gioventù primeggia

e non ferma la gioia, dar al gioco bellezza,

vedere, ammirare, esultare, ché tutti

han giocato, almeno una volta, l’erba,

la pioggia, la porta segnata coi libri di scuola.

Abbraccia l’amico, piange a dirotto,

il cuore sa i tormenti dell’anima

nell’incombente e limitata traccia,

poco tempo al recupero, s’affanna il passo.

L’Arbitro ritira la palla,

l’atleta lascia il campo, ci guarda, saluta.

Spento e tetro, lo stadio. Addio Vialli!